Coro Polifonico di Comunione e Liberazione di Pavia


LA NOSTRA STORIA

Per conoscerci meglio


Le Parole di Mons. Giussani

"Vi sono gratissimo per il servizio che fate perchè, come ho sempre detto, il coro è lo strumento principale dell'educazione di una comunità che vive e non per nulla è una delle cose che ha presentato più difficolta nel crearsi. Vi prego di essere coscienti di questo servizio che fate; si possono fare anche le cose più belle senza la consapevolezza e allora perdono di gusto per voi e di merito davanti a Dio”.

 

 

La Storia del Coro Polifonico di Comunione e Liberazione di Pavia


La storia del Coro polifonico di Comunione e Liberazione di Pavia inizia con la storia del canto nel movimento e con la storia del movimento stesso che nasce nel 1954. Non è nato qualche anno dopo. Non è nato neppure un minuto dopo il movimento. E’ la stessa cosa del movimento. Ricordiamo cosa disse don Giussani sull' articolo di R. Farina “La Massima Espressione”, in Tracce, aprile 1994: “Alla prima mesa di Gs, la prima in assoluto: nato il canto del movimento. Eravamo radunati nella chiesa milanese di San Gottardo al Palazzo. E dieci minuti prima della messa mi sono messo a insegnare Vero amor è Gesù e O còr soave. Ho mosso le mani come faceva il mio maestro in seminario, ho cantato e mi hanno seguito. Cinque minuti prima della prima messa del movimento è nato il canto del movimento. L’inizio del canto del movimento è l’inizio del movimento. Non c’è differenza. Nasce il movimento e si canta. Come un bambino con la madre. Si appartiene e sorge il canto. Senza appartenenza non ci può essere un Coro. Non si impongono i cori per decreto, nascono quando nasce il movimento: anche oggi”. 


Il Coro polifonico di Comunione e Liberazione di Pavia stesso è stato fondato nel 1973 dal Maestro Ivone Rizzo. Dal 1988 è diretto dal Maestro Gaetano Troccoli, diplomato in Paleografia e Filologia Musicale all’Università di Pavia. 


Nel repertorio del Coro figurano i più grandi nomi della polifonia sacra del’500 e ‘600, come Palestrina, Da Victoria, Arcadelt, Viadana, nonchè altre musiche sacre (canti Gregoriani, canti della tradizione popolare) e laudi medievali e brani relativamente poco conosciuti al grande pubblico che rivelano un’accurata ricerca di testi e melodie che possano contribuire all’ elevazione spirituale attraverso la musica, finalizzandone l’esecuzione innanzitutto al servizio ecclesiale, regolarmente all’animazione di funzioni liturgiche e alla realizzazione di eventi musicali orientati alla riflessione sui grandi misteri della fede cristiana; in secondo luogo, per aiutare anche altre comunità nella meditazione e nella preghiera, mediante recitals eseguiti nei momenti più significativi dell’ anno liturgico (Natale, Pasqua, mese di maggio…); si ricorda in proposito "E' il Cielo la misura dell' uomo", meditazione sul mistero del Natale presentata a Pavia in San Pietro in Ciel d’Oro nel dicembre 2005.

Momenti di intesa emozione hanno segnato il cammino del Coro, in particolare due incontri -nel 1984 e nel 1988- con l'allora Pontefice Giovanni Paolo II.

 

Giovanni Paolo II ai giovani di CL

"Per me è sempre interessante a ciò che vuol dire Comunione e Liberazione, come vive Comunione e Liberazione e come si vive la comunione e la liberazione. Certamente si vive l'uno con l'altro, tramite un' esperienza di canto che crea la comunione; questa esperienza la conosco da anni e vedo che anche voi ne avete una conoscenza perfetta: la comunione si vive tramite il canto. Si dovrebbe fare uno studio profondo su come il canto crea la comunione. Non mi meraviglio tanto quando si dice che in cielo gli angeli cantano."

 

Le Scuole Polifoniche Classiche

La polifonia è il canto a più voci dal 1400 per tutto il 1500 - 1600 domina l'espressione della musica vocale, e che fino ai nostri giorni conserva una notevole importanza nella storia della Chiesa e nella storia dell' arte musicale.

Nel 1400 lo sviluppo della polifonia avviene soprattutto al nord, con la scuola fiamminga, il cui più grande maestro fu Josquin des Pres. Questa scuola precorre i tempi ed introduce grandi innovazioni musicali che creano la base della polifonia cinquecentesca.

La principale di queste innovazioni è il perfezionamento del contrappunto. Con tale termine si intende, semplificando, che le varie voci si muovono in modo indipendente l'una dall' altra, o ripetendo la stessa melodia (come nei canoni), od elaborando uno stesso tema in vari modi, o addirittura cantando melodie diverse.

La perfezione di questa tecnica si compie nei grandi maestri del 1500, quando le varie parti raggiungono una unità espressiva basata su consonanze che preludono alla nascita di una nuova sensibilità armonica.

L'altra tecnica musicale in uso è l'omoritmia, cioè il procedere parallelo delle voci, le quali cantano contemporaneamente le stesse parole, su note diverse che formano accordi o dissonanze.

Parti contrappuntistiche e parti omoritmiche sono presenti in quasi tutte le composizioni di questo preiodo: l'uso sapiente di queste due tecniche costituisce una caratteristica fondamentale dell' arte dei grandi maestri del 500, che se ne servono per creare effetti dinamici particolari e per sottolineare adeguatamente i vari momenti di ogni composizione.

Parallelamente la rinascita religiosa che si verifica dopo il Concilio di Trento, d' impulso alla nascita di una forma d'arte popolare nella quale la musica si fa portatrice della verità del dogma: è la lauda polifonica, che raccoglie l'eredità della lauda monodica medievale e che fiorisce soprattutto a Roma attorno all' Oratorio di S. Filippo Neri. L'oratorio è un vero polo di aggregazione culturale nella vita della Roma del 500: gli artisti che vi convengono hanno quale punto unificatore la concezione di un' arte che sia introduttiva alla bellezza delle verità di fede.

Per questo il testo delle laudi è in lingua volgare e la musica, rinunciando al contrappunto e a particolarità ritmiche, ne favorisce la comprensione, valendosi di una linea melodica molto semplice e di variazioni dinamiche che danno risalto espressivo ai punti salienti del testo.

Il Mottetto

Il mottetto è una forma musicale polifonica vocale o vocale-strumentale. Sviluppatosi dal XIII secolo ai nostri giorni ha assunto via via aspetti diversi. La forma più antica si sviluppò sulle parti della liturgia che potevano essere trattate polifonicamente, aggiungendo a frammenti di gregoriano (tenor), una o due voci (motetus o duplum e triplum) che cantavano una sorta di commento al testo del tenor su melodie nuove.

In seguito le voci superiori cominciano a presentare testi d'argomento amoroso o conviviale, assolutamente indipendenti dal testo di base (mottetto politestuale). A volte le parti vocali riproducevano motivi popolari in voga o canti di trovieri.

Nel periodo dell' Ars nova (XIII - XIV sec.) il mottetto è una composizione a sè stante impensabile nell' ambito della liturgia e basato esclusivamente su leggi di natura musicale: in particolare la tecnica dell' isoritmia che consiste nel ripresentare identica la struttura ritmica di una frase melodica in sezioni successive, anche se con note mutate, e quella dell' omoritmia in cui le parti melodicamente diverse procedono però con valori di durata parallelamente uguali, di solito lasciando emergere, come principale, quella più acuta.

Nel 400 la scuola franco-fiamminga attua una nuova trasformazione del mottetto: ora è esclusivamente di genere sacro, avendo unificato il testo (che è sempre in latino) per tutte le voci. Le voci sono articolate con raffinatezza secondo la tecnica elaborata del contrappunto, spesso arricchita di fioriture.

Nel 500 assistiamo a una graduale semplificazione del contrappunto e ad una maggiore aderenza al significato del testo.

I testi scelti da Orlando di Lasso sono per lo più caratterizzati da un taglio umano-drammatico che gli suggerisce le tecniche compositive più varie; quelli di Palestrina sono invece di tipo mistico-simbolico, consentendo al compositore un maggior distacco dalla materia trattata e quindi una più completa aderenza alla sua poetica.

 I testi sono tratti dalla Bibbia o da componimenti medioevali in prosa o in versi e spaziano in una vasta gamma di sentimenti religiosi. L'origine dei temi è da ricercare talora nelle melodie gregoriane del Proprium. Ogni sezione del testo evoca un' idea musicale specifica, simbolica.

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